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Prodotti tipici:il Carciofo Violetto di San Ferdinando di P.

La Puglia vanta una plurisecolare tradizione in tema di coltivazione del carciofo, dal Gargano al Salento. Nella provincia di Foggia, nel famoso Tavoliere, oltre a grano e pomodori si concentrano gran parte delle carciofaie pugliesi ma è proprio San Ferdinando di Puglia la patria del famoso “Violetto di San Ferdinando”, richiestissimo anche all’estero.
Per la cittadina della provincia BAT, il 2017 è l'anno della 57^ edizione della Fiera Nazionale del Carciofo mediterraneo, vetrina importantissima per tante aziende del territorio impegnate nella coltivazione e trasformazione del "re dell'orto", dall'elegante  fioritura e sapore raffinato.
In programma dal 9 al 12 novembre 2017, quattro giorni di esposizione, workshop d’approfondimento tra operatori e gradite degustazioni per i visitatori.

Storia e curiosità del Carciofo

Non tutti sanno che in realtà il carciofo è il bocciolo e non il frutto di una pianta di coltura molto antica (se ne hanno descrizioni che risalgono all’VIII secolo a.C.).
di origini mediorientali, già conosciuta al tempo degli Egizi sia per scopi fitoterapici che alimentari. 
Il suo arrivo in Italia si deve agli etruschi e ne sono testimonianza le raffigurazioni di foglie di carciofo in alcune tombe della necropoli di Tarquinia. Dalla Naturalis Historia di Plinio e dal “De re coquinaria” di Apicio sappiamo che i romani li apprezzavano lessati in acqua o vino. 
Probabilmente il nome deriva da cinis poiché c’era l’usanza di concimare con la cenere i terreni ma anche il carciofo è immancabile protagonista di una leggenda in cui si narra che Giove si innamorò della bella ninfa Cynara; Giunone, moglie di Giove, gelosa e furente per le attenzioni che il suo sposo aveva per la bella ninfa dai capelli color cenere, la trasformò in carciofo.
Considerato un potente afrodisiaco e un bene di lusso, era presente nell'orto di Caterina de’ Medici in Francia e di Enrico VIII in Inghilterra ma tutto il mondo ha imparato a conoscere i carciofi attraverso la Pizza 4 Stagioni e sul web si trovano divertenti storie di turisti che li hanno assaggiati così per la prima volta.

Ode al carciofo - Pablo Neruda, premio Nobel 1971 per la letteratura

Ode al carciofo

Il carciofo dal tenero cuore si vestì da guerriero,
ispida edificò una piccola cupola,
si mantenne all’asciutto sotto le sue squame,
vicino al lui i vegetali impazziti si arricciarono,
divennero viticci,
infiorescenze commoventi rizomi;
sotterranea dormì la carota dai baffi rossi,
la vigna inaridì i suoi rami dai quali sale il vino,
la verza si mise a provar gonne,
l’origano a profumare il mondo,
e il dolce carciofo lì nell’orto vestito da guerriero,
brunito come bomba a mano,
orgoglioso,
e un bel giorno,
a ranghi serrati,
in grandi canestri di vimini,
marciò verso il mercato a realizzare il suo sogno:
la milizia.
Nei filari mai fu così marziale come al mercato,
gli uomini in mezzo ai legumi coi bianchi spolverini erano i generali dei carciofi,
file compatte,
voci di comando e la detonazione di una cassetta che cade,
ma allora arriva Maria col suo paniere,
sceglie un carciofo,
non lo teme,
lo esamina,
l’osserva contro luce come se fosse un uovo,
lo compra,
lo confonde nella sua borsa con un paio di scarpe,
con un cavolo e una bottiglia di aceto finché,
entrando in cucina,
lo tuffa nella pentola.
Così finisce in pace la carriera del vegetale armato che si chiama carciofo,
poi squama per squama spogliamo la delizia e mangiamo la pacifica pasta
del suo cuore verde.