Trani

Trani, la città della Pietra e del Moscato

«Là dove l'Adriatico già promette lo Jonio e perde il verde acidulo sotto le squame d'un azzurro tiepido e denso, questa città che nessuno celebra, Trani, eleva un duomo alto come un'acropoli e una torre che ne misura la distanza dal cielo.»

(Cesare Brandi, Inno a Trani)

Città d’arte, “Perla dell’Adriatico” o, a dirla con il De Sanctis, “Atene delle Puglie”, Trani vanta un ampio patrimonio artistico e architettonico, testimonianza di un glorioso passato che la rende assolutamente indimenticabile.

Il Castello Svevo costruito per tre quarti sull’acqua, il borgo antico, il quartiere ebraico della Giudecca con le sue sinagoghe, chiese di ogni epoca e palazzi nobiliari e lei, la ” Regina delle Cattedrali “ di Puglia.

E’ dedicata a San Nicola Pellegrino, il giovane che, brandendo la croce e gridando “Kyrie Eléison”, dopo aver percorso scalzo la sua Grecia, camminando sulle acque arrivò qui stremato e dopo soli quattro giorni esalò l’ultimo respiro.
Proclamata dall’UNESCO “Monumento messaggero di una cultura di pace”, è fortemente connotativa di tutto il territorio pugliese, unitamente alle grandi fortificazioni.

Imponente e maestosa, è indiscussa padrona della scena con il suo chiarore che sconfina nell’orizzonte blu del mare, la vicinanza all’incantevole porto, la facciata che guarda al Castello in cui Manfredi, figlio di Federico II, re di Sicilia e fondatore della città di Manfredonia, sposò Elena Comneno, nel 1259.

Lo splendido piazzale antistante, che permette una visione d’insieme con il Castello e il Palazzo di Giustizia, ha dato prova di saper accogliere eventi di grande portata che attirano migliaia di turisti.

La via litoranea divide la città in due parti: il borgo medioevale, che fronteggia il mare, è formato da vie strette e tortuose, archi, cortili, edicole votive, e la zona ottoncentesca che si estende verso l’interno con una serie di strade dritte, parallele e intersecate tra di loro, secondo le due direttrici di Corso Vittorio Emanuele e Corso Cavour.

Recente è l’espansione della città verso Bisceglie, Andria e Corato; preclusa, invece, quella verso Barletta a causa dell’insediamento di numerose attività di lavorazione del marmo e della pietra di Trani, quel tufo calcareo roseo che rende magica la Cattedrale e che, al tramonto, dona alla città sfumature calde ed affascinanti.

Image
Image

Su un terrazzamento a picco sul mare, cinto dai bastioni delle antiche fortificazioni, la Villa comunale. Sul lato nord, dalla sommità del Fortino, la vista suggestiva dell’intera insenatura del porto e della Cattedrale; sul lato sud, una splendida vista panoramica del lungomare fino al Monastero di Santa Maria di Colonna.

Proprio da Capo Colonna, il 3 maggio di ogni anno ha luogo l’imbarco del SS. Crocifisso, il cui culto ha origini antichissime in cui storia e leggenda si confondono.

Tradizione antichissima è il commercio del vino, già in uso quando i mercanti fenici ebbero i primi contatti con le genti locali e non è un caso se nel dialetto milanese era in uso dire “un trani” volendo indicare un’osteria.

Agli appassionati di enogastronomia ricordiamo principalmente lo squisito Moscato di Trani DOC.

Dal porto partivano i Crociati per la Terrasanta. Oggi, invece, pittoresco ed elegante, accoglie pescherecci locali e ricche imbarcazioni da diporto.

La città ospita annualmente ‘I Dialoghi di Trani ‘, un festival culturale e letterario nato nel 2002 che tra dibattiti e tavole rotonde coinvolge scrittori, autori, giornalisti e artisti di fama nazionale ed internazionale.